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LA SALA BAIOCCO TORNA A RESPIRARE
Ci sono luoghi che non sono solo spazi.
Sono memorie, voci, sguardi che hanno attraversato il tempo.
Oggi la Sala Baiocco riapre le sue porte e lo fa come chi torna a casa dopo un lungo viaggio.
Per oltre un secolo, queste pareti hanno accolto la vita migliore dell’Aquila: incontri, feste, idee, arte. Qui, alla fine dell’Ottocento, la città viveva il suo tempo più luminoso, quello della Belle Époque, quando eleganza e visione camminavano insieme. Qui, nel 1895, alla presenza di Re Umberto I e della Regina Margherita, le dorature brillavano per la prima volta, raccontando un’Aquila colta, aperta, ambiziosa.
Poi il silenzio.
Il tempo, le ferite, il terremoto.
Strati di polvere e di oblio hanno nascosto colori, simboli, storie.
Ma non le hanno cancellate.
Oggi quelle storie tornano a farsi vedere. Le dorature risplendono di nuovo, gli stucchi respirano, i marmi rosati ritrovano la loro voce. Le aquile tornano a sorreggere il soffitto come allora. Le pitture di Teofilo Patini e dei suoi allievi ci guardano ancora, intatte nella loro potenza simbolica. Ogni dettaglio recuperato è una promessa mantenuta alla città.
La Sala Baiocco non è solo restaurata.
È restituita.
Restituita all’Aquila e alla sua identità. A una comunità che ha saputo aspettare, proteggere, credere. A chi immagina questo luogo come spazio vivo: di cultura, di incontro, di bellezza condivisa.
Entrando qui dentro non si assiste a un semplice restauro, ma a un ritorno.
Un ritorno alla cura, al tempo lento dell’arte, al valore della memoria.
Oggi la Sala Baiocco riapre.
E con lei riapre una parte dell’anima della città.
Benvenuti.
Info e prenotazioni
331 7383503